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Musica Classica e opera di Classissima

Felix Mendelssohn

venerdì 27 maggio 2016


Wanderer's Blog

16 aprile

“Sogno di una notte di mezza estate” di Balanchine – Mendelssohn su Rai 5

Wanderer Prosegue l’omaggio a Shakespeare su Rai 5 con l’ennesima replica del balletto Sogno di una notte di mezza estate su musiche di Mendelssohn. Protagonisti d’eccezione: Roberto Bolle, Alessandra Ferri e Massimo Murru. Domani mattina con replica martedì. Stamane, con replica domani tardo pomeriggio, La fille du régiment di Donizetti con Juan Diego Florez e Patrizia Ciofi, già trasmessa in passato: https://musicofilia.wordpress.com/2012/11/03/la-fille-du-regiment-di-donizetti-carlo-felice2005-su-rai-5/ In compenso La donna serpente di Casella dopo la diretta di giovedì non gode di alcuna replica.

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1 maggio

Europakonzert 2016 dei Berliner Philharmoniker

In diretta su Erste alle 11:00 il rituale Europakonzert dei Berliner Philharmoniker. Quest’anno dalla Norvegia, da Røros, con Simon Rattle sul podio e Vilde Frang solista. In programma musiche di Grieg (Abend in den Bergen), Mendelssohn (Concerto op.64) e Beethoven (Terza Sinfonia). Sir Simon Rattle




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27 novembre

Vilde Frang interpreta Britten alla Stagione OSN Rai. Dirige Juraj Valčuha

Il Concerto in re minore op.15 per violino e orchestra di Britten non sembra godere di frequenti esecuzioni, almeno a Torino. È in seconda esecuzione Rai, dopo la prima avvenuta nel dicembre 2004 (solista Frank Peter Zimmermann); un’altra esecuzione è stata nell’aprile 2013 con Isabelle Faust in un concerto per l’Unione Musicale in occasione del centenario della nascita dell’Autore. Non so se ci siano state altre esecuzioni (non ne ricordo). E dire che si tratta di una pagina molto bella e, credo, di sicura presa sul pubblico. Bene ha fatto la giovane violinista norvegese Vilde Frang a proporla nella sua seconda presenza presso la OSN Rai (aveva eseguito l’op.35 di Ciaikovskij nel settembre 2012). Non è affatto scoraggiata dalle notevolissime difficoltà esecutive del Concerto. Vilde Frang esegue Britten alla OSN Rai © Più Luce Se ne direbbe anzi sedotta. “…per me eseguirlo spesso non è ancora abbastanza: l’ho scoperto tardi e non riesco a separarmene. Mi ha catturato alla radio, per caso, suonato da un violinista che lo eseguiva con una tale intensità da lasciarmi folgorata: è come se la musica di Britten, con quell’incipit così misterioso, mi portasse su un altro pianeta, mi facesse partecipe di un linguaggio che non conosco ma di cui non posso fare a meno”. “È molto impegnativo, è vero, non solo tecnicamente. Ma per me suonare il Concerto op. 15 è una necessità: di fronte a questo, la stessa parola “insuonabile” perde completamente significato” (intervista a Sistema Musica). Vilde Frang alla OSN Rai © Più Luce Il Concerto fu definito “insuonabile” da alcuni contemporanei… Si direbbe che la Frang ha una passione per i concerti definiti tali, visto che anche il Concerto di Ciaikovskij proposto nel 2012 ebbe questa definizione. Ma la sua tecnica supera brillantemente ogni difficoltà. Applausi al termine © Più Luce La seconda parte della serata comprendeva invece un brano noto: la Sinfonia n.3 “Scozzese” di Mendelssohn. Ho una particolare predilezione per questa Sinfonia, che mi è cara anche per motivi affettivi, per cui ogni ascolto riesce a destarmi emozione. È stato così anche ieri sera grazie a una superlativa esecuzione diretta da Juraj Valčuha, che sembra voler lasciare il miglior ricordo possibile di sé al termine del suo incarico di direttore principale. Anzi, si direbbe che da quando è stato nominato il suo successore voglia dimostrare di non essergli affatto inferiore . Juraj Valčuha dirige la Scozzese di Mendelssohn © Più Luce E dall’ascolto di questa “Scozzese” è un po’ difficile trovare di meglio. Per altro ha avuto l’intelligenza, a mio parere, di tagliare il ritornello dell’esposizione nel primo movimento , in barba alle nuove mode che lo vorrebbero tassativo, ma in questa Sinfonia (e non solo) appesantisce inutilmente la pagina. Esecuzione della Scozzese di Mendelssohn © Più Luce Be’, in questa Stagione le migliori performance si sono avute con Valčuha: spiace sapere che raggiunto questo livello ci lasci per altri lidi… . Al di là dei ringraziamenti formali e delle assicurazioni che si manterranno i rapporti con lui, non si potrebbero formalizzare le intenzioni con un incarico che dia queste garanzie? o è chiedere troppo?…. Meritatissimi applausi a Valčuha e alla OSN al termine della Sinfonia © Più Luce



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9 settembre

Paolo Gallarati interviene su La Stampa in merito all’articolo sulle Orchestre e MITO

È doveroso, credo, dopo aver riportato nel commento al post sull’Orchestra di San Pietroburgo l’articolo a firma Guido Nogaria apparso su La Stampa di lunedì, riportare l’intervento di un eminente musicologo torinese dal titolo “Niente MITO senza grandi orchestre”: L’articolo di Guido Novaria pubblicato lunedì scorso metteva in dubbio la natura stessa di MiTo Settembre musica, chiedendosi se vale la pena «spendere migliaia di euro per portare a Torino orchestre come quella sentita ieri che hanno fatto rimpiangere la nostra Sinfonica Rai o quella del Regio dopo la cura Noseda». A parte che si trattava della Filarmonica di San Pietroburgo, a ragione considerata tra le massime orchestre del passato e del presente, le ragioni di un festival stanno proprio in questo: cercare di creare occasioni di confronto, uscire dalla quotidianità, informare su ciò che succede altrove, aprire gli orizzonti artistici e culturali. Dietro ogni orchestra, specie del livello di quella pietroburghese, c’è una scuola, dietro la scuola un gusto, dietro il gusto una cultura, anzi una visione specifica del mondo e della società. Ogni grande orchestra ha un suono diverso: la brillantezza delle grandi orchestre francesi, la compattezza e la potenza di quelle tedesche, l’alta tecnologia di quelle america. Ma anche la fantasmagoria timbrica che quella di Pietroburgo esprime al massimo nel repertorio russo: non sono soltanto motivo di godimento estetico ma di riflessione artistica, storica e culturale. Questo è il motivo per cui i tutti grandi festival mondiali fanno a gara nell’invitare complessi diversi. Una festa è una festa, e non si fanno le nozze con i fichi secchi. C’è un solo modo di «cambiare» la formula di Settembre musica: alzarne sempre più la qualità, e portare ai concerti pubblico nuovo e giovane. Un pubblico sempre più folto, che possa tra l’altro rendersi conto di un fenomeno strano e affascinante, come quello offerto, l’altra sera, dal grande Temirkanov, unico, oggi, nel rinunciare a «dirigere» per entrare, con la sua orchestra, in un rapporto di evocazione rabdomantica. Sorrisi, carezze tracciate nell’aria, attese a braccia ferme, semplici occhiate, bastavano, nella «Italiana» di Mendelssohn, a sollecitare un’orchestra che, dopo tanti anni d’intesa con il suo direttore, non è altro che il prolungamento delle sue braccia. Anche a settantasette anni si può essere giovani, osando quello che gli altri non hanno l’ardire di fare. Grazie Paolo, sottoscrivo parola per parola. C’è da sperare che il Sindaco Fassino e il suo Assessore lo leggano e ne facciano oggetto di riflessione.

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